Un piccolo miglioramento rispetto alla precedente rilevazione con 20mila drop out in più, pari al 29,7%. Ma resta comunque in piedi la cosiddetta"emergenza formativa" che vede l'Italia collocarsi in fondo alla media europea con quasi 3 milioni di studenti che, negli ultimi quindici anni, hanno lasciato istituti tecnici e licei senza un diploma in tasca.
Solo una parte dei dispersi ha continuato gli studi nella scuola non statale o nei corsi di istruzione e formazione professionale (IeFP). Gli altri hanno ingrossato le fila dei cosiddetti Neet, i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano, non fanno formazione. Se si considera che, da dati Istat, i Neet in Italia nella fascia di età 15-29 anni (proprio 15 classi di età) sono stimati in 2,2 milioni (pari al 22,7%), si può dedurre che solo circa 700 mila di quei 2,9 milioni di ragazzi (cioè 1 su 4) ha continuato gli studi fuori dalla scuola statale o ha trovato lavoro.
Complessivamente negli ultimi quindici anni, non è arrivato nemmeno alla soglia dell’esame di maturità il numero colossale di 2.868.394 studenti. Centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze che si sono persi per strada e hanno abbandonato la sfida. Erano partiti, anno dopo anno, in 9.109.728. Risulta, quindi, "caduto" sui banchi il 31,5%.
Solo una parte dei dispersi ha continuato gli studi nella scuola non statale o nei corsi di istruzione e formazione professionale (IeFP). Gli altri hanno ingrossato le fila dei cosiddetti Neet, i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano, non fanno formazione. Se si considera che, da dati Istat, i Neet in Italia nella fascia di età 15-29 anni (proprio 15 classi di età) sono stimati in 2,2 milioni (pari al 22,7%), si può dedurre che solo circa 700 mila di quei 2,9 milioni di ragazzi (cioè 1 su 4) ha continuato gli studi fuori dalla scuola statale o ha trovato lavoro.
Complessivamente negli ultimi quindici anni, non è arrivato nemmeno alla soglia dell’esame di maturità il numero colossale di 2.868.394 studenti. Centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze che si sono persi per strada e hanno abbandonato la sfida. Erano partiti, anno dopo anno, in 9.109.728. Risulta, quindi, "caduto" sui banchi il 31,5%.
Geografia degli abbandoni. Può stupire il fatto che dopo le Isole, dove iltasso medio di dispersione sia del 35,4%, sia il Nord Ovest con un tasso del 29,1% ad avere la maglia nera. Tra le regioni virtuose, l’Umbria con una dispersione del 18,2%, seguita da Marche, Friuli e Molise con il 21,1%. Fanalino di coda la Sardegna (36,2%), seguita da Sicilia (35,2%) e Campania (31,6%). Le regioni del Nord Ovest, piuttosto omogenee, sono tutte sopra la media nazionale, con la Lombardia che sfiora il 30%. La media dell’area è del 29,1% con oltre 39mila studenti dispersi nel quinquennio.
I calcoli di questa emorragia che "indebolisce il sistema Paese" li ha fatti Tuttoscuola, elaborando i dati del ministero dell'Istruzione.
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