sabato 1 febbraio 2014

Pif , è il suo piccolo miracolo ! La mafia uccide solo d'estate , un film che parla di mafia con un altro senso ! Il senso dell'autoironia che solo chi ha vissuto a Palermo in quegli anni può riuscire a catturare!

Pier Francesco Diliberto , in arte Pif, nasce a Palermo il 4 giugno 1972. È figlio del regista Maurizio Diliberto e fin dall'età di dieci anni comincia ad appassionarsi al cinema. Dopo aver frequentato il liceo scientifico, decide di non iscriversi all'università, ma si sposta a Londra dove partecipa ad alcuni corsi di Media Practice.

Assiste Marco Tullio Giordana nel celebre I cento passi (2000), vincitore di quattro David di Donatello e di un premio alla Mostra di Venezia. Sempre nel 1998 a Milano partecipa ad un concorso di Mediaset, diventando autore televisivo. Pif partecipa anche a numerosi programmi televisivi , tra cui le iene e soprattutto Il testimone , ed è proprio durante quest'ultimo che nasce l'idea de " la mafia uccide solo d'estate" , grazie anche alla fortunata intuizione dello sceneggiatore Marco Martani che nel luglio 2013, dopo aver visto la puntata de Il testimone  dedicata alla mafia, decide di contattare l'autore per sapere se ha idee e materiali da utilizzare per il cinema. Pif, coglie al volo l'occasione, e propone un'idea che stava sviluppando da circa 4 anni e che darà vita proprio al film capolavoro, che sta suscitando grande interesse da parte del pubblico e che già ha ottenuto premi importanti tra cui il " Torino film festival" . 
La storia prende spunto dall'esperienza personale e civile di Pif e di molti altri palermitani che, come lui, hanno vissuto per anni in una città divisa tra la normalità degli eventi quotidiani e la violenza dei fatti di mafia. Protagonista del film, è il piccolo Arturo che nasce a Palermo lo stesso giorno in cui Vito Ciancimino, mafioso di rango, è stato eletto sindaco. Il piccolo Arturo si ritroverà protagonista di numerosi e goffi  tentativi per tentare di conquistare il cuore della sua amata Flora, una compagna di banco di cui si è invaghito alle elementari che vede come una principessa. Attraverso questa tenera ma divertente storia d'amore, il pubblico verrà coinvolto emotivamente negli eventi più tragici della nostra storia recente. Arturo infatti è un ragazzo come tanti altri dell'Italia degli anni '70 ma, a differenza dei suoi coetanei del nord, è costretto a fare i conti con le infiltrazioni e le azioni criminose della mafia nella sua città. Arturo è un bambino sveglio , che pone tante domande, domande a  cui però i grandi non danno risposte, e la consapevolezza di Arturo che i grandi stanno sbagliando lo spinge ad andare sempre più avanti nella ricerca della verità, e anno dopo anno, capisce che dietro a tutte quelle stragi c'è qualcosa di molto più serio di ciò che dicono, ma nessuno  lo ascolta. Sia da bambino che da adulto, la sfida di Arturo sarà proprio quella di confrontarsi con questo sdoppiamento del mondo palermitano, trovando le risposte giuste nel proprio cuore e nel proprio senso civile. La mafia uccide solo d'estate è un film diverso da tutti gli altri film di mafia , è un film che per la prima volta racconta la mafia con gli occhi di un bambino , è un film che usa un linguaggio nuovo , che passa dal tragico al comico in pochi istanti , un film denso di autoironia , si! perchè Pif è riuscito a raccontare di mafia sorridendo , sembra una cosa impossibile è pure c'è la fatta ed è forse questa , la chiave di lettura del grande successo ottenuto , pif è riuscito a dare al suo film  un impronta più romanzesca che tragica , parlare di mafia sorridendo non è roba facile forse solo un palermitano, che ha vissuto quell'epoca poteva riuscire a farlo !

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