giovedì 30 gennaio 2014

Turchia. I medici che assistono i manifestanti potranno essere incarcerati e multati


Turchia. I medici che assistono i manifestanti in strada potranno essere incarcerati e multatiLa nuova legislazione approvata in Turchia lo scorso 18 gennaio stabilisce che il primo soccorso di un manifestante in strada da parte del personale sanitario sarà da considerare reato. Sono previste pene detentive fino a tre anni di carcere e una multa fino a 2,25 milioni di lire turche, all'incirca 710mila euro.


La dottoressa Hande Arpat, dell'Istituto medico di Ankara commenta: "Questa legge è contro tutti i nostri obblighi etici e professionali e contro gli accordi internazionali sui diritti umani firmati dalla Turchia. E vìola anche il codice penale turco, che obbliga il personale medico a fornire assistenza a chi ne ha bisogno".
L'Associazione medica turca ha denunciato che durante gli scontri, le forze dell'ordine hanno arrestato medici e infermieri che stavano assistendo alcuni manifestanti feriti, all'interno di tende mediche improvvisate che erano state installate in alcune città turche.
Le Nazioni Unite avevano avvertito il governo di Ankara: "Promulgare leggi che criminalizzano le cure mediche alle persone che sfidano le autorità, come nel caso di manifestanti politici, scoraggerà gli operatori sanitari dal fornire i loro servizi per paura di essere perseguitati", ha dichiarato Anand Grover, relatore speciale delle Nazioni Unite per la Salute.
Inoltre, un altra legge il cui scopo sarebbe quello di consentire alle autorità turche di aumentare il controllo è quella che darebbe la possibilità al governo di chiudere o bloccare siti web senza ottenere un permesso legale. Inoltre, obbligherebbe i provider di internet a controllare le informazioni sulle attività online dei loro clienti. Al momento questo provvedimento è ancora in discussione in Parlamento.
La Turchia è uno dei Paesi in cui il controllo del governo su Internet e siti web è davvero notevole. Secondo il rapporto di trasparenza di Google, che ha analizzato il periodo tra gennaio e giugno del 2013, il governo di Ankara è stato quello che ha chiesto maggiormente di ritirare contenuti web in tutto il mondo, con un totale di 12.162 elementi. 

Nessun commento:

Posta un commento