Ebbene sì: quei 34,20 miliardi di euro che dovrebbero entrare nelle tasche dei lavoratori per Natale, dureranno ben poco, come rivela la Federconsumatori assieme l'Adusbef. I soldi della tredicesima, infatti, serviranno per "pagare gli aumenti infiniti iniziati a gennaio 2013 con le tariffe autostradali, benzina, bolli, tasse, tarsu, ed Imu riciclate nella Trise, ed altri ordinari balzelli". "A fine anno", infatti, "oltre alla busta paga più pesante, arrivano anche le consuete scadenze fiscali, quali tasse, bolli, rate e canoni, che durante il mese di dicembre i contribuenti sono chiamati a versare. Con il risultato di ridurre del 90,9 per cento l’agognata gratifica natalizia".
"Nel rincorrersi dei pagamenti da effettuare entro il 31 dicembre" ricorda l'associazione, "dei 34,20 miliardi di euro di tredicesime che verranno pagate quest’anno, soltanto il 9,1 per cento, ossia 3,1 miliardi di euro, per la prima volta meno di un decimo del monte tredicesime, resterà realmente nelle tasche di lavoratori e pensionati”.
"Nel rincorrersi dei pagamenti da effettuare entro il 31 dicembre" ricorda l'associazione, "dei 34,20 miliardi di euro di tredicesime che verranno pagate quest’anno, soltanto il 9,1 per cento, ossia 3,1 miliardi di euro, per la prima volta meno di un decimo del monte tredicesime, resterà realmente nelle tasche di lavoratori e pensionati”.
Nello specifico, la RC Auto salasserà gli automobilisti con rincari pari al 7%, ovvero 5,9 miliardi di euro. 4,9 miliardi, invece, se ne andranno con le rate dei mutui. Poco meno, (4,1 miliardi di euro) serviranno per pagare le tasse su auto e moto, mentre 2 miliardi spariranno per il Canone Rai, in aumento. 4,3 miliardi di euro, infine, serviranno per risarcire i prestiti contratti con banche, finanziarie, parenti, amici e/o conoscenti.
Di conseguenza, nei portafogli resteranno appena 3,1 miliardi: una miseria, per gli italiani, che dovranno stringere la cinghia nelle festività e rinunciare, ovviamente, a qualcosa. Come hanno già annunciato che faranno tre famiglie su quattro. Secondo le stime di Adusbef e Federconsumatori, infatti, sono così tanti quei nuclei familiari che rinunceranno ai doni sotto l'albero o al cenone, con la rassegnazione dei più piccini.
ansa
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