mercoledì 27 novembre 2013

Silvio Berlusconi non è più senatore.

Silvio Berlusconi è decaduto. Non è più senatore Silvio Berlusconi non è più senatore.
Lui che era impegnato nella piazza a fare il comizio ha perso la sua carica di parlamentare quando il Senato ha votato per la sua decadenza.
C'è voluto tempo: diversi ordini del giorno, nove, sono stati presentati ma nessuno di questi è stato approvato.
Per questo motivo il Cavaliere perde il suo ruolo e dovrà cedere il suo seggio al primo dei non eletti nella regione Molise, dove era capolista in diverse circoscrizioni.
Durante la discussione che ha preceduto il voto, diversi gli attacchi nei confronti di Linda Lanzillotta, il cui voto in giunta era stato essenziale per arrivare all'attuale giornata per decidere sull'eventuale decadenza di Silvio Berlusconi.

C'è stata la piazza di Berlusconi, quella dove l'ex premier parlava ai suoi elettori, a un gruppo di cittadini inneggianti a lui e con le bandiere di Forza Italia a sventolare sopra le loro teste. Dall'altra c'è stata una piazza più silenziosa, quella del popolo viola, che ricordava con uno striscione che “Decade Berlusconi rinasce l'Italia”.
Lui, senatore ancora per pochi minuti, era lì, su quel palco, pronto a scaldare la folla che non aspettava altro che sentirlo e vederlo, pronta a fischiare con forza contro il Nuove Centro Destra e a supportare, nel bene e nel male, il loro uomo simbolo, il fondatore della rinata Forza Italia.
Un Berlusconi che ha avuto molto da dire e che ha parlato di “Lutto per la democrazia”, attaccando anche i pm. “A partire da quel 1994, una magistratura di estrema sinistra si è data come missione la via giudiziaria al socialismo”.
Vorrei rassicurare tutti” ha poi continuato “Questa è una manifestazione pacifica. Non abbiamo l'odio nel cuore”.
Spazio anche per un suo vecchio cavallo di battaglia, il presidenzialismo. Secondo l'ex premier, infatti, “Bisogna dare ai cittadini il diritto di eleggere il Presidente della Repubblica”.
E infine la promessa: “Vi do appuntamento al primo giorno della prossima campagna elettorale. Saremo tutti qua, saremo molti di più e saremo tutti missionari di verità e libertà”.
In tutto questo anche alcuni attimi di tensioni con un manifestante che ha minacciato di darsi fuoco e un improvviso cartellone apparso sulla facciata di un palazzo in cui era scritto “è un colpo di stato”.

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