martedì 26 novembre 2013

Liguria, è boom dei tumori da amianto!

Liguria, boom dei tumori da amianto. Si salvi chi può!Un dossier sulla Liguria da far accapponare la pelle. Una città,Genova, decimata dagli effetti dell’amianto. Micidiale. Quanto la Regione e il Comune hanno il dispiacere di leggere oggi, è roba da brividi lungo tutto il corpo. Perché una cosa è pensarlo, immaginarlo, un’altra è averlo lì davanti al naso, scritto nero su bianco, incontestabile e spaventoso.

In Liguria l'incidenza da mesotelioma pleurico – patologia tipica da esposizione all'amianto – risulta quadrupla rispetto alla media nazionale: questo è quanto dicono le carte, o meglio, la relazione riguardante il vertice tenutosi ieri, a palazzo Tursi.
Complessivamente dal 1994 al 2010 sono stati rilevati circa 250 casi, di cui 135 tra lavoratori ed ex dipendenti dell'Ansaldo (in particolare fra coloro che hanno prestato servizio nel settore caldareria), accompagnati da un centinaio dell'Ilva e una decina della Stoppani, fabbrica chimica di Cogoleto. In corso di definizione sono invece i riscontri specifici sugli operai di Fincantieri. 
Si tratta di dati a dir poco disarmanti, considerato soprattutto il fatto che ilmesotelioma da amianto risulta incurabile, raro prima dei 50 anni (con un picco massimo attorno ai 70) e percepibile dopo una latenza temporale variabile fra i 15 e i 45 anni.  La sopravvivenza media è di poco superiore agli otto mesi e, a cinque anni dalla diagnosi, si ferma al di sotto del 20% nella fascia compresa tra i 45 e i 54 anni, diminuendo in maniera netta con l’aumentare dell’età.
Certo, alla lettura di tali risultati,  è difficile che chi abbia militato nell’ambiente nel precedente cinquantennio possa dormire sonni tranquilli ed è alquanto comprensibile. Tuttavia, è anche vero che il passato ormai non si può cancellare, perciò tantovale non pensarci per non rischiare di fasciarsi la testa inutilmente.
A tutti coloro che verranno invece, è opportuno consigliare una minuziosa attenzione verso i materiali utilizzati sul posto di lavoro, perché si sa, la salute viene prima di tutto.





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