venerdì 8 novembre 2013

Il dl scuola è legge. Il ministro: “Già pronti i decreti attuativi”


Maria Chiara Carrozza

Nella giornata di giovedì è stato approvato il decreto legge sulla scuola, con somma soddisfazione del ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza. Il pacchetto prevede nuove risorse per gli insegnanti, per la loro formazione attraverso corsi di aggiornamento potenziati, nonché misure significative, quali possono essere l'entrata gratuita nei musei e nei siti archeologici per i docenti, premi per gli studenti e connessione internet nelle aule. Non solo: grazie al decreto legge varato oggi dal Senato, l'inglese -la lingua del futuro-, verrà iniziata a studiare fin dall'asilo, mentre 2,7 milioni di euro nel 2013 e 5,3 milioni nel 2014 sono stati finanziati per l'acquisto di volumi da offrire in comodato d'uso agli studenti, in maniera tale di andare incontro alle famiglie. E, per tutelare la salute, oltre al rafforzamento del divieto di fumo verranno avviati programmi di educazione alimentare per incentivare il consumo di prodotti ortofrutticoli locali, stagionali e biologici.

Il ministro, intervistato da Rainews 24 ha spiegato di esser consapevole del fatto che non è sufficiente fermarsi alla normativa, ma è necessario attuarla, per aver risultati concreti. "Vogliamo anche valorizzare l'autonomia scolastica", ha sottolineato, "non vedo questo colosso centralizzato di Roma che comanda, ma bisogna dare fiato alla progettualità che la scuola sa esprimere".
"Al Senato ho preso un impegno per il futuro che spero proprio di riuscire a mantenere", ha inoltre ricordato. "Mettere un punto definitivo al modello di finanziamento degli atenei e al tema del turnover. Lavorerò fino all'ultimo minuto contro ogni blocco del turnover alla Ricerca e per stabilire cosa è una università virtuosa". "Finora", ha proseguito ancora, "l'approccio alla virtuosità è stato basato sui bilanci, ma non basta. Sono la didattica e la ricerca i compiti fondamentali degli atenei e serve una presenza territoriale delle università. Vorrei che la politica, quella buona, se ne occupasse di più, non portando allo sfinimento enormi comparti della ricerca".
"Abbiamo bisogno di più laureati, non di meno laureati", ha dunque concluso. "chiediamo di lavorare meglio, il finanziamento deve essere finalizzato a questo, ovvero laurearsi negli anni previsti e con ottime competenze. E' ora che venga messo a punto un Testo unico su questo tema per discutere del futuro dell'Università".

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