giovedì 19 settembre 2013

Stadi italiani. Pochi controlli e zero sicurezza


Stadi italiani. Pochi controlli, la sicurezza latitaNegli anni‘80/’90 in tutti gli stadi era consentito portare tamburi,bandiere e l’accensione dei fumogeni non era vietata. Troppo spesso, però, finiva che alcuni tifosi si picchiassero all’interno dello stadio o nelle zone limitrofe. Per evitare ciò, furono introdotte leggi più severe e controlli più mirati all’entrata.


Purtroppo, molti di questi “controlli” a volte vengono fatti in maniera blanda o neanche quella. Sabato 14 settembre, in occasione di Torino-Milan, per esempio, i controlli ai tifosi erano pressoché nulli. Quando allo Stadio Olimpico arrivano le big di A, l’affluenza in curva aumenta e le code rendono tutto ancora più difficile, tra tifosi che fischiano e urlano e gli steward che fanno passare tutti, senza il minimo controllo. Se una persona in tasca avesse avuto un fumogeno o, peggio ancora un coltello, nessuno se ne sarebbe accorto.
Infatti alla mezz’ora del primo tempo, mentre al secondo anello della Curva Maratona, cuore del tifo granata, si cantava, nell’anello di sotto è scoppiata una rissa infernale. Una fazione di Stendardi, “gruppo” dei padroni di casa,ha accerchiato e colpito ripetutamente un supporter granata con l’uso di materiale contundente, chissà come introdotto. Dopo circa cinque lunghi minuti è intervenuta la DIGOS che, grazie all’uso delle telecamere, è riuscita successivamente a rintracciare i colpevoli; intanto il tifoso ferito era stato intubato e trasportato d’urgenza alle Molinette.
Il fatto è nato a seguito di un coro contro il Presidente del Toro, Urbano Cairo. Episodi del genere si verificano sovente, in genere, però, le mani si alzano lontano dagli stadi, per evitare DASPO e diffide. Ma l’occasione che si è venuta a trovare durante il match contro il Milan, con zero controlli, era perfetta.
Gli stadi italiani non sono più sicuri: ormai è un dato certo, e non saranno di certo i tornelli o le fantomatiche tessere del tifoso a fermare queste persone incivili che ogni domenica trasformano un impianto di gioco in un’arena da wrestling.
In Ucraina e nell’est Europa non esistono tornelli o tessere, allo stadio si vasenza documenti, eppure i tifosi stanno seduti, in tribuna e distinti, e in piedi in curva. L’uso dei tamburi non è vietato, anzi sono ben accetti, a differenza deibengala e delle scritte che possono discriminare le persone. Se qualcuno sgarra finisce nelle celle situate all’interno dello stadio.
Nel Regno Unito ogni stadio, di proprietà, ha al suo interno un’aula per il processo e carceri. Lì chi va contro le regole viene sottoposto subito aprocesso e prima di 10 mesi non torna a casa. In Italia si parla tantissimo di rendere più sicuri gli stadi: si parla, ma non si agisce.
Ci fosse tolleranza zero come nel resto d’Europa ci sarebbero sicuramentepiù affluenza, più famiglie, più bambini e meno teppisti allo stadio. Per questo, fino a quando “il male che circonda questo sport” non verrà represso non si potrà dire che gli stadi italiani siano sicuri.

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