A partire da mezzanotte e mezza, quando non lontano da Mirandola, nell'area compresa tra le province di Modena, Ferrara, Mantova e Bologna, c'è stato un terremoto di forza 2.7 con ipocentro a 23.5 chilometri.
E' stata poi la volta del sud Italia, con un movimento tellurico intorno alle tre di notte al largo della costa tirrenica della Calabria, che nonostante fosse un 2.4, aveva profondità di 181.3 chilometri. Quindi la paura è tornata non lontano da Mirandola, nuovamente nella stessa area di qualche ora prima, quando alle 3.45 un sisma di 3.4 e con ipocentro a 4.5 chilometri è tornato a farsi sentire.
Si è scesi ancora una volta al sud, in Campania, dove quando ancora non erano le 7 di mattina, un terremoto di 2.2 gradi ha interessato le province tra Salerno e Avellino. Profondità di 10.5 chilometri.
Si è saliti poi nell'Umbria, tra Perugia e Terni, dove poco dopo mezzogiorno un evento con intensità di 2.6 gradi e una profondità di 6.3 ha interessato la regione. Quindi nuovamente il Friuli Venezia Giulia che una volta di più è tremato intorno alle 17 con un sisma di 2.9 e un ipocentro a 4 chilometri, tra le province di Udine e Pordenone.
Tutta l'Italia, quindi, trema, in modo omogeneo tra nord e sud, lungo le principali direttrici che percorrono le zone più sismiche del Belpaese e che separano la placca euro-asiatica da quella Adriatica e Africana.
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