giovedì 12 settembre 2013

L’ANNUS HORRIBILIS DELLE COOP IN BANCAROTTA E I LAVORATORI A CASA

Come un effetto domino, la crisi trascina nel fallimento troppe Cooperative dell’edilizia. Il default del mattone porta una poderosa sforbiciata che manda a casa migliaia di lavoratori e soci. Tra migliaia di debiti e fallimenti delle aziende edilizie alla fine si opta per la soppressione delle 315 Coop italiane ridotte all’osso, in solo due i tre entità: a casa altri 4500 cooperatori.


Dalla parte dei lavoratori, di quelli che, prima vedono tentennare la loro mensilità, poi cominciano a vivere i disagi di un lavoro che zoppica fino allo spettro tanto temuto: il fallimento della propria azienda. Così arriva la crisi anche in casa Coop, soprattutto nel settore edilizio.
COOP IN ROSSO E I TANTI ERRORI – I giganti delle Cooperative sono state quelle aziende che hanno investito il tutto per tutto nell’edilizia, il settore che fino a pochi anni fa ha fruttato davvero molto alle Coop. Lega Coop Nazionale è un’associazione che unisce 15 mila imprese cooperative su tutto il territorio nazionale http://www.legacoop.it/associazione/legacoop-nazionale/  ed ha registrato dei fatturati da capogiro: 6 miliardi di euro, di cui 5 miliardi d’entrate solo in Emilia, la regione che ha fruttato di più e quella che, ora, rischia di affossare le Coop. Troppi debiti, tante le richieste di concordato preventivo, preambolo di un vicino fallimento.
Madre di tutti gli errori interni delle Cooperative è stato Parco Ottavi, l’ambizioso e oneroso progetto immobiliaristico di Isolarchitetti  di Torino e Centro Cooperativo di Progettazione dell’Emilia Romagna http://www.youtube.com/watch?v=Pfg6XVXdspc che si è rivelata una scelta edilizia errata. Parco Ottavi ha travolto nel vortice della crisi le due Coop di rilievo: CMR e ORION.
La crisi della Coop ORION reggiana è cominciata nel novembre 2012 ed è stata peggiorata da altri lavoro pubblici di edilizia non pagati. Così arriva la richiesta di concordato preventivo e poi il fallimento a causa dei 40 milioni di euro di debiti. A casa i 243 dipendenti della Coop.
Stesso copione per la CMR reggiana – Cooperativa Muratori riuniti – di Reggiolo che nel marzo 2012 resta in ginocchio a causa dei 150 milioni di debiti e, come da prassi chiede  il concordato e poi arriva il fallimento, implodendo insieme ai suoi 150 soci.
Altro crack finanziario è stato quello della CMR di Filo d’Argenta, nel ferrarese, che ha accumulato debiti per un totale di 140 milioni di euro . Uno dei massimi pilastri delle Coop edilizie che ha lavorato anche per le basi Nato e si è specializzata in settori come la pulizia, l’edilizia cimiteriale ed urbanistica. Anche per questa Coop è arrivato prima il concordato e poi il fallimento, mandando a casa ben 402 lavoratori.


SOPPRESSIONE DI 315 COOP – Come risolvere i problemi  economici? Facile: sopprimendo le 315 Cooperative esistenti e creando una Maxi organizzazione dove ci saranno solo due, al massimo, tre entità di Coop. Un vero dramma per i lavoratori e tutti i soci che hanno investito nelle Coop. Tagliando nell’organico e abolendo tutte queste aziende saranno mandati a casa altri 4500 cooperatori,  neo disoccupati che si aggiungeranno alla lista dei nuovi ‘senza lavoro’ delle Coop.
Una riorganizzazione interna che fa tremare i dipendenti e che sembra l’unica chance, dopo i tanti errori del passato, per non far morire del tutto queste Cooperative che hanno alle spalle 125 anni di storia lavorativa italiana.


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