Siete di Bologna e avete votato per il referendum a favore della scuola pubblica, contro i finanziamenti alle scuole paritarie? Avevate vinto, con una maggioranza del 59%? chi se ne frega. I soldi alle scuole private verranno dati lo stesso, a scapito della volontà popolare.
Il consiglio comunale del capolugo dell'Emilia Romagna, infatti, ha confermato il milione di euro per le scuole paritarie. Lega Nord, Pdl e Pd hanno così deciso: contrari solo il Sel e il Movimento Cinque Stelle, tanto più che pare che si sia creata una sorta di succursale del governo delle larghe intese nel municipio.
La decisione del consiglio comunale calpesta chiaramente l'esito referendum tenutosi lo scorso maggio nel capoluogo, quando il comitato Articolo 33aveva promosso la consultazione popolare e aveva visto vincere coloro che difendevano le scuole pubbliche. I cittadini erano stati interpellati e avevano risposto alla chiamata, ma la loro volontà è stata stracciata da un'alleanza che certo farà discutere in molti.
Soprattutto il Pd incorrerà nella bufera: schierarsi con il centrodestra, in una regione "rossa" non è certo uno smacco che potrà dirsi perdonato dalla popolazione, sebbene il sindaco Merola abbia tenuto a specificare come non tema la rabbia del popolo: "Capisco che le parole ‘convergenze', ‘mediazione', ‘intesa', nella vulgata siano accostante al tradimento", ha spiegato. "Ma qui le larghe intese non c'entrano. Abbiamo solo una convergenza più ampia su un tema specifico”.
“Mantenere uno strumento formale di consultazione della cittadinanza e poi ignorare ciò che emerge dall'esercizio di tale strumento democratico è un atto di ipocrisia istituzionale, oltreché uno spreco di risorse pubbliche", ha dichiarato di contro il Comitato promotore. "Si abbia il coraggio della coerenza e si agisca conformemente”.
Sebbene, poi, il gruppo si sia sciolto, gli attivisti spiegano come non si fermi invece "la lotta per la scuola pubblica bolognese e italiana. Tanto meno si cancellerà dalla memoria dei bolognesi la considerazione per il loro pronunciamento di cui il ceto politico avrà dato prova. Potete stare certi che, comunque vada, noi non perderemo occasione di ricordarglielo”.
Sebbene, poi, il gruppo si sia sciolto, gli attivisti spiegano come non si fermi invece "la lotta per la scuola pubblica bolognese e italiana. Tanto meno si cancellerà dalla memoria dei bolognesi la considerazione per il loro pronunciamento di cui il ceto politico avrà dato prova. Potete stare certi che, comunque vada, noi non perderemo occasione di ricordarglielo”.
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