Il paese democratico per eccellenza, che ne ha così tanta, di democrazia, da esportarla altrove. Ma che ha qualche problema nella libertà d'informazione, evidentemente.
Non l'hanno certo presa bene, i giornalisti dell'Associated Press, che appena quattro giorni fa hanno ricevuto la notizia certo non irrilevante di come, durante il mesi d'aprile e maggio del 2012, siano stati intercettati dall'Amministrazione Obama senza motivo. Così, all'acqua di rose, come se fosse stata la cosa più normale del mondo che il Dipartimento di Giustizia possa ficcanasare in tutti i dati dell'agenzia, spiando più di venti giornalisti, intercettando chiamate chiamate di cellulari, telefoni fissi di casa e del lavoro degli individui, le linee telefoniche generali delle redazioni di New York, Hartford e Washington, nonchè quella della redazione che segue il Congresso.
Se però, per i giornalisti si tratta di un abuso, non è lo stesso per il ministro della giustizia, che ha spiegato l'azione, tra l'altro illegale negli Usa, con un'investigazione contro le fughe d'informazione riguardo attacchi terroristici da parte di Al Qaeda.
"Non ci può essere alcuna giustificazione per questa raccolta ingiustificata di comunicazioni telefoniche", ha però ribadito in un comunicato l'Associated Press. "Queste registrazioni rivelano le nostre comunicazioni con fonti confidenziali durante il processo di acquisizione delle notizie, mostrano a tutti i metodi di lavoro di Ap, e rivelano altre informazioni sulle attività dell’agenzia che il governo non avrebbe alcun diritto di conoscere."
"Non ci può essere alcuna giustificazione per questa raccolta ingiustificata di comunicazioni telefoniche", ha però ribadito in un comunicato l'Associated Press. "Queste registrazioni rivelano le nostre comunicazioni con fonti confidenziali durante il processo di acquisizione delle notizie, mostrano a tutti i metodi di lavoro di Ap, e rivelano altre informazioni sulle attività dell’agenzia che il governo non avrebbe alcun diritto di conoscere."
L'azione, ad ogni modo, non lascia più di tanto stupiti, se non altro per quella capacità del governo statunitense di scagliarsi contro e perseguire chiunque riveli dati riservati che danneggino l'immagine di Obama. Fa riflettere, infatti, in questo contesto, come altre notizie "segrete", ma positive per l'inquilino della Casa Bianca, siano state rivelate dai giornalisti con il chiaro lascia passare dei politici democratici e, anzi, da loro spinte ad essere divulgate.
Da parte sua, ora, il Presidente degli States s'è difeso sostenendo come l'intera amministrazione fosse stata all'oscuro della decisione di intercettare l'agenzia. Insomma, secondo Obama, si è trattata di un'iniziativa indipendente del procuratore generale Holder, condotta all'insaputa del governo. Un atteggiamento da "scaricabarile" che indica chiaramente come la situazione sia imbarazzante e difficilmente gestibile: il dipartimento non solo non aveva motivo di intercettare i giornalisti, ma in questo modo si trova anche a disporre di un ventaglio di dati che non gli spettano e, in linea teorica, potrebbe vendicarsi su fonti scomode o rivendere informazioni a terzi. Per questo, l'AP ha richiesto l'immediata cancellazione e distruzione di tutto il materiale raccolto.
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