mercoledì 13 marzo 2013

Superbatteri immuni agli antibiotici


Superbatteri immuni agli antibiotici: “una bomba ad orologeria”


È uno scenario apocalittico quello che sembra disegnarsi per un futuro nemmeno così lontano e i protagonisti sono dei superbatteri, i Carbapenen-Resistant Enterobacteriaceae. Sono tre le loro caratteristiche principali, tutte molto insidiose, che fanno tremare le autorità di controllo di mezzo mondo: sono resistenti a tutti o alla maggior parte degli antibiotici; la metà di chi si infetta non sopravvive e sono in grado di trasmettere la resistenza agli antibiotici ad altri batteri della stessa famiglia.

L’ultimo allarme, in ordine di tempo, viene lanciato da Londra, ma anche negli Stati Uniti i ricercatori sono in subbuglio, hanno definito questi nuovi virus come “un vero incubo”, perché si diffondono negli ospedali e costituiscono un grave rischio per i pazienti.
L'Istituto superiore di sanità britannico sostiene che, soprattutto nel Regno Unito, questi batteri si stanno diffondendo a vista d’occhio; in un rapporto, il responsabile medico del governo britannico, Dame Sally Davies, non nasconde tutta la sua preoccupazione e la possibilità, sempre più concreta di un pericolo a medio termine per l’intera umanità. Secondo la studiosa se nei prossimi 20 anni non si scopriranno nuovi antibiotici, la guerra contro i batteri sarà persa: “Anche gli interventi chirurgici più banali rischiano di divenire fatali, se non agiamo presto ci ritroveremo nella stessa situazione dell'umanità all'inizio del 1800”. Ecco perché la dottoressa invoca l’intervento dei Paesi Industrializzati e la discussione al prossimo G8 che si terrà a Londra il prossimo aprile.
Siamo davanti a una vera e propria “bomba ad orologeria” pronta ad esplodere, da iscrivere nel Registro dei rischi nazionali, insieme agli attacchi terroristici catastrofici.
Negli ultimi 10 anni la percentuale di Carbapenen resistenti agli antibiotici èquadruplicata passando dall'1,2% al 4,2% e negli ultimi sei mesi, negli Stati Uniti, 200 cliniche hanno trattato almeno un paziente con un’infezione provocata da questi batteri.
Uno dei'superbatteri più conosciuti, l'Mrsa, e' da solo stimato di uccidere circa19mila persone l'anno negli Stati Uniti e altri virus si stanno diffondendo; come ad esempio casi di tubercolosi resistenti a tutti i farmaci disponibili si sono registrati negli ultimi anni.
L’unico modo per evitare il contagio mondiale è che i Paesi Industrializzati si coordino con l’industria farmaceutica affinché essa possa sviluppare nuovi antibiotici. “Dobbiamo lavorare tutti insieme per evitare uno scenario apocalittico di diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici” dice la Davies.

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