Per la nostra salute e per salvaguardare l’ambiente occorre tenere sotto controllo i dati sulla produzione dei rifiuti solidi urbani, soprattutto per cercare metodi alternativi e di riciclaggio per smaltirli.
Per sapere della situazione rifiuti nel nostro Paese, ci vengono incontro i dati forniti ieri dall’Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione Europea; da cui emerge che in Italia, la maggior parte dei rifiuti continua a finire in discarica.
Nel 2011, secondo i dati, l’Italia ha realizzato più rifiuti urbani rispetto a quelli conteggiati dalla media europea, abbiamo, infatti, prodotto 535 chili a persona contro una media comunitaria di 503 chili. Ma non finisce qui, oltre a produrre troppa immondizia, sono ancora molti i rifiuti che vengono portati in discarica, il 49% rispetto al 37% di quanto gestito in Europa; il 17% viene incenerito, il 21% riciclato e il 13% compostato.
Nell’Europa a 27, nonostante visibili differenze tra Paese e Paese,in media, nel corso del 2011 sono stati prodotti una media di 503 kg di rifiuti solidi urbani per persona, dei quali 486 kg sono stati trattati con diversi metodi: il 37% è finito in discarica, il 23% incenerito, il 25% riciclato ed il 15% compostato, mentre nel 2001 finiva in discarica il 56% dei rifiuti urbani, il 17% veniva incenerito, il 17% riciclato ed il 10% compostato.
La quantità di rifiuti urbani generati varia tra gli Stati membri e si va da una massimo di 718 chili procapite in Danimarca a meno di 400 chili per persona in Ungheria, Bulgaria, Romania, Lettonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia ed Estonia; in mezzo tutti gli altri membri.
Il riciclo è più comune in Germania con il 45% dei rifiuti trattati, poi Irlanda (37%), Belgio (36%), Slovenia (34%), Svezia (33%), Paesi Bassi (32%) e Danimarca (31%). Per quanto riguarda il compostaggio il più alto tasso è registrato in Austria con il 34% seguita da Paesi Bassi (28%), Belgio e Lussemburgo (entrambi 20%), Spagna e Francia (entrambe 18%).
Per alcuni Paesi dell’Unione spesso la discarica rimane l’unica modalità di trattamento; il caso eclatante è quello della Romania dove finisce in discarica il 99% dei rifiuti solidi urbani, ma non è la sola; infatti la segue la Bulgaria con il 94% dei rifiuti che non è né riciclato né compostato e Malta con il 92%.
A leggere questi dati, notevolmente migliorati rispetto al 2001, ma ancora per molti Membri del tutto insoddisfacenti, si può arrivare a fare una considerazione e cioè che il conferimento dei rifiuti in discarica va di pari passo con la povertà e l’arretratezza dello Stato, si veda il caso emblematico della Romania; inoltre c’è ancora un alto menefreghismo degli Stati Orientali e di Malta sui temi di protezione ambientale.
Per quanto riguarda l’Italia la nostra posizione è mediamente insoddisfacente.
Nessun commento:
Posta un commento