giovedì 28 febbraio 2013

Giustizia? Un principio calpestato indecorosamente. Tra malfunzionamento e omertà.



Giustizia, giustizia, giustizia...
Firmate per la giustizia..
Combattete per la giustizia...
Morirete per giustizia...

(Anonimo).

Sono anni che mass media e politici continuano a tartassarci con il concetto di giustizia, dando al lettore/telespettatore/navigatore web una miriade di definizioni variegate per definire questa nobile e secolare parola. Ma effettivamente cosa si intende quando nominiamo la parola giustizia? Senza ombra di dubbio, ascoltando i media di proprietà Berlusconiana, la giustizia è rappresentata dalle toghe rosse che vorrebbero distruggerlo per invidia; ascoltando i media filo-centrosinistra la giustizia ha sempre ragione purché non indaghi loro stessi; in altri casi il concetto di giustizia crea più confusione che mai. Un dato allarmante per l'Italia è dato dagli 11 milioni di processi lasciati in stallo per questioni variegate sul territorio (secondo la statistica più di un italiano su sei ha problemi giudiziari).

Proviamo ad aprire un dizionario italiano generico ed ecco la risposta ai nostri dubbi:

giustizia

[giu-stì-zia] s.f.
  • 1 Principio morale, virtù, consistente nel dare a ciascuno il dovuto, nel giudicare con equitàcomportarsi, agire, valutare secondo g. || g. sociale, equa ripartizione dei beni e, in partic., abolizione di ogni forma di sfruttamento.


    Analizzando molti casi recenti o meno la magistratura italiana, portatrice ed esecutrice del concetto di giustizia, ha dimostrato di fare più acqua dei prodotti da caseificio.


    Dalle indagini del magistrato Antonio Ingroia sulla trattativa Stato-mafia fatte scomparire prima con il beneplacito del Presidente della Repubblica, successivamente grazie al CSM e il trasferimento in Guatemala del soggetto. Conclusione indagini e chiarimenti dei fatti? Nessuno.


    Il caso di Giuseppe Gullotta, accusato di complicità per l'omicidio di due militari e detenuto in carcere per oltre 20 anni, assolto perché innocente nelle scorse settimane. Con quale coraggio si può parlare di giustizia corretta di fronte a oltre due decenni di totali sofferenze?


    La strage di Ustica, priva di colpevoli o con persone sbagliate accusate per oltre 30 anni, soltanto negli ultimi giorni ha visto dei verdetti che hanno stabilito che l'aereo fu abbattuto da un missile francese. L'ex Presidente libico Gheddafi era il reale obiettivo dei transalpini, fatto fuori soltanto con la campagna di Libia del 2011. Nel frattempo, la compagnia Itavia e le famiglie delle vittime del volo DC9 sono in attesa di Giustizia.  Principio per l'ennesima volta violato dall'incompetenza e l'omertà umana.

    Arriviamo ad un caso molto recente. Il caso della Thyssenkrupp di Torino, dove sei operai perirono nel Dicembre 2007 a seguito di un incendio, l'A.d. dell'azienda Espenhahan fu condannato a 16 anni di reclusione in primo grado per omicidio volontario. La sentenza della corte d'Assise d'appello, presieduta dal giudice Sandrelli, non ha riconosciuto l'accusa di omicidio volontario ma si sarebbe trattato di omicidio colposo con colpa cosciente (tutti gli altri personaggi condannati in primo grado hanno visto variegati sconti sulla loro pena).

    Con un concetto del genere calpestato non si può più giocare e non è più ammissibile continuare a giustificare un malfunzionamento. Come la società italiana dovrà crescere ed essere riformata per cambiare, anche la magistratura dovrà essere revisionata per il bene del progresso e dell'intera comunità.

    Stop alla falsa informazione sulla magistratura, ma tendiamo la mano per un vero cambiamento...

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