Tre giorni di lavoro in tutto.
AlL’ onorevole Francesco Paolo Lucchese non è concesso un arco di tempo di lavoro più lungo. Ma per questa “fatica” avrà un’adeguata ricompensa: 35 mila euro netti.
Un’avventura redditizia, nulla da dire, per chi a 78 anni, e già con quattro legislature alle spalle, credeva di non dovere più frequentare l’aula da Montecitorio.
Ecco il miracolo, complice un rapido incrocio di accadimenti.
Il primo: le dimissioni da deputato di Nino Lo Presti, esponente di Fli nominato nel consiglio di giustizia amministrativa. Un atto che ha fatto scorrere la lista del Pdl, dove Lo Presti era stato eletto nel 2008, fino al diciottesimo posto: nel frattempo infatti altri tre parlamentari hanno lasciato l’incarico e un quarto, Gaspare Giudice, è deceduto.
Quindi Lucchese subentra.
E ciò si verifica nell’ultima settimana di attività a Montecitorio. Poco prima del varo della legge di stabilità e delle conseguenti dimissioni del governo, tre giorni appunto.
Con questo iter il deputato alcamese ha racimolato tre giorni di lavoro e, soprattutto lo stipendio da parlamentare: 12 mila euro al mese, sino all’insediamento dei nuovi inquilini di Montecitorio.
Nessun commento:
Posta un commento