martedì 18 dicembre 2012

Ponte sullo Stretto: il blocco dei lavori inguaia il governo. Penali da 500 mln


downloadSe verrà mai realizzato, il Ponte sullo Stretto di Messina raddoppierà il primato mondiale di “luce libera”, inteso nelle costruzioni civili come la struttura dalle dimensioni maggiori, attualmente detenuto dal ponte di Akashi Kaikyō, in Giappone.
Il problema è che il progetto non verrà realizzato, almeno per ora, dato che è sospeso. Si tratta di un argomento di una certa rilevanza tant’è che non poteva che diventare nel tempo oggetto di riflessioni, saggi, aneddoti ma anche di molte critiche, come le ultime che hanno nel governo l’ultimo colpevole.

La storia in questione fa riferimento al 20 Dicembre 2010, quando  il progetto definitivo era stato consegnato dal contraente generale dell’opera, Eurolink S.C.p.A., alla Società Stretto di Messinadalla quale è stato approvato il 29 Luglio 2011.
Però, dopo la sciagurata decisione da parte dei “tecnici” di bloccare i lavori, il consorzio Eurolink (formato da Impregilo, Condotte, Cmc, Sacyr e altri minori) ha già spedito la raccomandata per chiedere il recesso dal contratto e il pagamento delle penali dovute, che per dirla in soldoni, ammontano alla modica cifra di 500 milioni di euro.
Ora, il decreto che sospende tutto per due anni, per chiudere la partita in modo indolore, è considerato illegale dai costruttori, forti anche della protesta dell’ambasciata di Spagna a Roma (Sacyr è spagnola), che ha diffidato il governo italiano dal cambiare per legge il contenuto di un contratto.
Probabilmente il governo ha giocato duro supponendo che i protagonisti della strana vicenda avessero la coscienza abbastanza sporca da non protestare. Solo che l’estate scorsa Impregilo è passata di mano, dal gruppo Gavio al gruppo Salini. Il nuovo padrone può battere cassa senza aver nulla da temere sul passato.
L’elenco dei responsabili di tale pasticcio è abbastanza folto, sia di oggi che in passato. A cominciare dal ministro delle Infrastrutture Corrado Passera, rimasto immobile per un anno, forse perché Pietro Ciucci (presidente dell’Anas, amministratore delegato della Stretto di Messina spa, commissario governativo per la realizzazione del ponte) non lo ha avvertito in tempo che il 3 novembre scadevano i termini.
Il contratto dà a Eurolink il diritto di chiedere le penali passati 540 giorni dalla consegna del progetto definitivo senza che il Cipe (cioè il governo) lo abbia approvato. Il decreto tampone è andato in Gazzetta Ufficiale il giorno prima della scadenza, ed Impregilo di certo non è stata a guardare.
La situazione odierna è che, nella migliore delle ipotesi, si finirà in tribunale, cosicché anche una compagine di avvocati si aggiungeranno alla già lunga lista di chi si è arricchito con il ponte mai fatto.

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