lunedì 10 dicembre 2012

Dimissioni di Monti: le reazioni politiche e finanziarie


Dimissioni di Monti: le reazioni politicheLe dimissioni annunciate dal premier Monti hanno scatenato reazioni ovviamente di tenore diverso fra le forze politiche. La sostanza non cambia: entro 2 settimane l’approvazione della legge di stabilità e poi scioglimento delle Camere con conseguente indizione dei comizi elettorali per la fine di febbraio. ”Siamo prontissimi a votare il disegno di legge di stabilità stringendo i tempi. Anche qui sta la nostra responsabilità esattamente come avevamo preannunciato a Napolitano e formalmente affermato in Parlamento. Noi ci siamo, Bersani in questo momento così delicato sospenda i toni da campagna elettorale”, afferma il segretario del Pdl, Angelino Alfano. “Di fronte all’irresponsabilità della destra che ha tradito l’impegno assunto un anno fa davanti al paese, aprendo di fatto la campagna elettorale, Monti ha risposto con un atto di dignità che rispettiamo profondamente. Noi siamo pronti ad operare per l’approvazione nei tempi più rapidi della legge di stabilità”. E’ quanto dichiara il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. “Chi pensava di costringere Monti a galleggiare ora è servito”. Lo scrive Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, su Twitter. “Dimissioni di Monti? È il primo risultato che ha già ottenuto Berlusconi. È un gesto che apprezzo molto. Dell’ultimo anno di azione di Monti questo è il gesto che apprezzo di più. Ha fatto la cosa giusta”. Così è intervenuta Daniela Santanchè nel corso della puntata di In Onda su La7. “Monti si dimette, evviva!!! Fine dell’anomalia democratica. Bravo Alfano, avanti così, fino in fondo”. Così Roberto Maroni, segretario federale della Lega Nord, su Twitter.

E I CANI DA GUARDIA INIZIANO A RINGHIARE E INFATTI:

Standard & Poor’s avverte l’Italia: “Senza riforme rating può scendere” (Ovvero i soldi a noi! (ndr)

Standard & Poor's avverte l'Italia: Senza riforme rating può scendere
Washington – Standard & Poor’s ‘sforna’ un nuovo report sull’Italia. “Notiamo l’incertezza riguardo al fatto che la prossima coalizione di governo resti fedele all’agenda di riforme economiche avviata dall’attuale esecutivo”. In aggiunta, segnala Standard & Poor’s, c’è “il rischio significativo che l’economia italiana possa non riprendersi nella seconda metà del 2013, ma continui a contrarsi”. Questo potrebbe tradursi in un mancato raggiungimento degli obiettivi fiscali, ma anche minare il supporto politico ed economico all’agenda di riforme, si legge nella nota. “Se questi rischi si materializzeranno e si tradurranno in un peggioramento del peso del debito pubblico rispetto a quello che ci aspettiamo, potremmo abbassare il rating”, è l’avvertimento. L’agenzia di rating attualmente valuta il merito di credito dell’Italia con BBB+ e ha un outlook negativo.

Lo spread vola a 360 e la Borsa di Milano sprofonda a -3,68
Il differenziale tra Btp e Bund sale ancora e supera la soglia dei 360 punti con un rendimento che arriva al 4,77%.
Piazza Affari scivola sempre più in basso e il Ftse Mib cede il 3,68%trascinato in ribasso dalle vendite sui bancari. In controtendenza, spinta da un buy di Deutsche Bank, Mediaset che sale dello 0,5% sulle attese di un ritorno in politica di Silvio Berlusconi.
Tra le banche Intesa Sanpaolo cede il 5,15%, Unicredit il 4,66%, Mediobanca -4% e sempre sospese restano Mps, Bpm e Ubi Banca. Raffica di sospensioni a Piazza Affari dove vengono fermate dalle contrattazioni Finmeccanica (teorico -1,6%) e alcune banche. Stop per Mps (teorico -3,56%), Ubi Banca (-2,47%), Bpm (-2,59%).

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