sabato 8 dicembre 2012

Dietro la crisi di governo il piano di Berlusconi: evitare le condanne



Il Pdl, o più specificatamente nella persona di Silvio Berlusconi, ha reso chiaro il progetto elettorale che intende raggiungere attraverso la nuova discesa in campo e il restyling del partito.
La sua, ormai, è una corsa contro il tempo: vuole andare in campagna elettorale prima che gli arrivi una condanna (dal caso Ruby al nastro Fassino-Consorte). Il Cavaliere è convinto che alle soglie delle elezioni i giudici eviteranno una sentenza e la rinvieranno a dopo il voto.
Ma non è solo questo il motivo che spinge Berlusconi a correre. Nelle sue volontà vi sono quelle di prendere le distanze, fare un’azione di disturbo quotidiana, preparare al meglio la campagna elettorale, che prevede un “corteggiamento” alla Lega, in modo tale da arrivare alla soglia del 27% e il pareggio al Senato è assicurato.

Forte di un rapporto con la Lega che, malgrado le apparenze, non sembra essere scalfito dal tempo e dalle sconfitte, Berlusconi sa che il Porcellum, in questa fase, gioca a favore di Bersani, ma anche suo. E’ il meccanismo stesso della legge, basato su collegi su base regionale (con liste bloccate) a spianare la strada ai suoi desiderata più arditi. 
Dopo il diktat del “gran capo”, la maggior parte del partito non ha perso tempo e già nelle prime ore dopo l’annuncio ha dichiarato la resa incondizionata al suo leader (ex An compresi). Altri, i filo montiani e non solo loro, sono ancora allo sbando come Crosetto (vedi il fuoriprogramma di qualche giorno fa ad Ominibus) a Frattini, da Pisanu a Mantovano a Mauro, in tanti sono con un piede fuori dal partito facendo soffiare nel Pdl ora più che mai il vento di scissione.
Tanto per fare un esempio, sulla questione dei cisti della politica, alcuni esponenti del Pdl non hanno seguito la linea dell’astensione dei vertici. Si tratta di Alfredo Mantovano, Giuliano Cazzola, Gennaro Malgieri, Marcello De Angelis, Carlo Nona, Barbara Saltamartini, Mario Valducci, Francesco Biava, Franco Frattini e Mario Landolfi.

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