lunedì 5 novembre 2012

La Federazione della Sinistra è morta


A tre anni dall’assemblea fondativa la Federazione della sinistra è praticamente estinta, causa le differenze tra Partito del lavoro e Pdci da una parte e Rifondazione dall’altra.
I primi cercano poltrone nell’attuale centrosinistra mentre la seconda sta cercando di formare un’alleanza per contrastare sia un Monti-bis che l’alleanza Bersani-Vendola.

La nuova linea di Diliberto e del PdCI è la seguente  “Bersani, oggettivamente, ha ridato un segno laburista e socialdemocratico al Pd. Almeno nelle sue intenzioni per il futuro. Vuol provare ad archiviare la fase del governo Monti e con esso la stagione fallita del neoliberismo. Cerca di accantonare le fascinazioni clintoniane e blairiane delle terze vie che tanto hanno pesato sulla sinistra italiana. Non a caso – e soprattutto grazie a Vendola – la carta d’intenti non contiene più il riferimento a Monti che, invece, c’era nella prima versione del Pd. Dopo aver registrato oggi, la differenza di orientamento con Rifondazione, tre componenti su quattro della Fds (Pdci, Lavoro e solidarietà di Gian Paolo Patta e Socialismo 2000 di Cesare Salvi) vogliono provare a fare l’accordo con il centrosinistra”.
Mentre sideralmente opposta è la posizione di Rifondazione comunista che con Ferrero dichiara “"Le politiche del governo Monti aggravano la crisi sociale, la recessione e alimenta la drammatica perdita di posti di lavoro. 
 Il governo ha quindi tracciato una strada di destra destinata a perdurare negli anni, indipendentemente dalla presenza di Monti, ma ai provvedimenti già assunti e votati da PD, PDL e UDC. [..
Il superamento e la sconfitta delle politiche di Monti non può essere affidato al centro sinistra, che è indisponibile a mettere in discussione le scelte sin qui operate, a partire dall’articolo 18, dal pareggio di bilancio e dall’applicazione del Fiscal Compact. Per questo proponiamo la costruzione di una coalizione politica che possa diventare uno schieramento elettorale di tutte le forze politiche, sociali e associative che si oppongono da sinistra al governo Monti.
Riteniamo necessario unire la sinistra.  La costruzione di un processo inclusivo e partecipato, che allarghi il terreno della partecipazione politica unitaria a sinistra, la realizzazione in Italia del progetto della Sinistra Europea, la costruzione del corrispettivo di Syriza, del Front de Gauche, di IzquierdaUnida, della Linke, insomma recuperare le migliori esperienze politiche che si sono prodotte in Europa, rappresenta l’obiettivo fondante il nostro progetto politico, su cui lavorare nei prossimi mesi."

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