lunedì 5 novembre 2012

Haiti devastata da Sandy, ma nessuno ne parla


Vero è che la furia dell’uragano Sandy che ha investito nei giorni scorsi (24 e 25 ottobre) l'isola di Haiti è stata meno devastante di quanto annunciato nelle previsioni: resta tuttavia il fatto che l'epidemia di colera scatenata dall'immane terremoto nei Caraibi del gennaio 2010 continua ad imperversare.
 Oltre 7.000 le vittime entro il febbraio di quest'anno. 
I fiumi hanno sfondato gli argini, travolgendo con ondate di fango città e villaggi, dozzine di ponti distrutti, strade interrotte e impraticabili che hanno provocato l'isolamento di intere comunità, specie nella fascia Sud occidentale dell'isola.
 Ormai superano il mezzo milione i casi di epidemia del colera, dovuti in gran parte al fatto che il 31% della popolazione non ha accesso ad una fonte garantita di acqua potabile e vive in condizioni anti igieniche, che favoriscono la diffusione del male.
Molte zone di montagna non sono ancora raggiungibili, mentre per la maggior parte della popolazione la situazione, se così si può dire, va normalizzandosi. Ma restano da risolvere le necessità di almeno trecentomila sfollati che vivevano nelle campagne e che, per l’ennesima volta in tre anni, hanno perso tutto.

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