Anche i laureati non trovano lavoro
L’Italia è ancora indietro nel valorizzare il capitale umano che possiede nelle nostre università, dove ancora non si riesce a far emergere l’idea con la scoperta degli studenti.
In questi ultimi anni in Italia, cercare lavoro è diventato difficile o quasi impossibile, dato che la crisi economica che ha colpito in Europa, e in particolare l’Italia, si è acutizzata sul mercato del lavoro, che è molto più rigido degli altri Stati europei.
Dopo anni di studi, di sacrifici di specializzazioni e di Master conseguiti, il posto lo trovano 1 su 4, e non è nemmeno adeguato al proprio curriculum.
Nei curriculum purtroppo mancano specializzazioni in materie scientifiche, e ci sono troppe lauree umanistiche, che non servono ai datori di lavoro, in cerca di alte specializzazioni, dove circa il 35% dei laureati in materie umanistiche svolge un lavoro poco gratificante.
Praticamente con la forte concorrenza degli extra comunitari, che svolgono lavori che gli italiani non vogliono svolgere, avremo bisogno di più ingegneri, matematici, esperti in finanza, dato che ci sono molti indiani che sono fortemente specializzati in ingegneria e matematica, che hanno un passo in più, dato che sanno parlare almeno due lingue, con gli italiani che sono deficitari sulle lingue straniere.
In Italia mancano anche progetti di ricerca, per formare i nuovi laureati,sui nuovi lavori, con il budget statale che è limitato intorno al 2% l’anno, con nazioni come la Germania nell’euro zona e l’Inghilterra, che sono molto più disposti ad investire in ricerca, dato che tanti italiani all’estero hanno trovato riconoscenza al loro titolo di studio.
L’Italia ha una percentuale di laureati molto bassa in confronto alla popolazione con il 21%, la Germania ha il 28% la Francia il 43%, mentre la nazione che ha più alta istruzione è il Regno Unito con il 44%.
Ci sono tante persone che lasciano l’Italia per difficoltà ad inserirsi in ambito universitario, in ambito di finanziamenti di progetti, in aggiunta con contratti di lavoro poco gratificanti, con gli Stati Uniti che sono la massima espressione di valorizzazione delle migliori menti, dato che ci sono molti italiani che insegnano nelle università americane, che sono anche titolari di cattedre, in aggiunta a finanziamenti di progetti o idee, tramite il Venture Capitalist.

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