mercoledì 11 luglio 2012

Wikipedia sciopera contro la censura di Putin


La legge all’esame della Duma permetterebbe al governo di controllare i contenuti web e reprimere le proteste
Una barra nera a coprire il logo: così l’edizione russa di Wikipedia accoglie la proposta di legge che mira a creare unalista nera di tutti i siti con contenuti vietati.
Il progetto, appoggiato da tutti i partiti che siedono alla Duma (il parlamento russo), è nato in seguito alla scoperta di una rete di pedofili che diffondeva su Internet materiale a luci rosse e formalmente perseguirebbe solo quegli indirizzi che divulgano fotografie e file di natura pedo-pornografica, che promuovono le droghe o che inneggiano al suicidio.
La vigilanza spetterebbe ad un’agenzia federale nominata dal governo, che dovrebbe obbligare i provider e i proprietari dei siti a chiudere le pagine dannose.
Per gli attivisti per i diritti umani si tratta però di un tentativo del governo di creare, in Russia, un “cugino” del Grande Firewall cinese, il sistema di filtri che consente al governo di Pechino di controllare le ricerche effettuate in Internet, censurando quelle su argomenti sensibili al governo.
Ciò permetterebbe a Putin di tenere sotto controllo le proteste anti-governative che da mesi agitano il Web e che trovano nei social network un valido strumento di organizzazione e coordinamento.
L’enciclopedia online non è nuova a questo tipo di iniziative, basti ricordare che, nell’ottobre 2011, la sezione italiana di Wikipedia apriva l’home page con una lettera che metteva in guardia sulle minacce alla libertà di informazione presenti nel ddl intercettazioni allora all’esame delle Camere.

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