venerdì 6 luglio 2012

Tagli alle spese, via libera allo Spending review


Spending review, il via libera nella notte dopo un Consiglio dei Ministri durato 7 ore; ci saranno risparmi per 26 miliardi di euro in tre anni. Tagli alle province in base a popolazione ed estensione; nascono le aree urbane, mentre l’aumento di due punti dell’Iva non scatterà nell’autunno del 2012 ma nell’estate 2013, per ora salvi i piccoli ospedali.
Dopo un braccio di ferro iniziato alle 18 di giovedì e terminato nella notte, i professori hanno varato il dl definitivo. Il Premier Monti durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri ha dichiarato: «Il risparmio del decreto della Spending Review sarà di 4,5 miliardi per il 2012 e di 10,5 miliardi nel 2013 e di 11 miliardi per il 2014».

Vediamo nei dettagli cosa prevederà:
. Le Province: saranno dimezzate e passeranno dalle attuali 110 a 50; due sono i criteri attraverso cui verranno decisi i tagli: il primo relativo alla popolazione, il secondo all’estensione. Entro 20 giorni il governo dovrà fissare i parametri con apposito provvedimento. Le province che “restano in vita” avranno competenze su: ambiente, trasporti e viabilità; vengono inoltre devolute ai Comuni le competenze che lo Stato aveva attribuito alle province.
. Le città metropolitane: entro il primo gennaio 2014 verranno istituite le città metropolitane, 10 in tutto: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria; contestualmente verranno soppresse le relative province.
. La stretta sugli statali: dopo una verifica della funzione pubblica si provvederà a tagliare il 10% del personale e del 20% della dirigenza; i travet avranno inoltre meno spazio per lavorare, i buoni pasto si ridurranno a 7 euro e le ferie non potranno essere monetizzate. Arriva anche la "valutazione individuale", una sorta di pagella del ministeriale. Unica rassicurazione è che si derogherà alle regole introdotte dalla riforma del mercato del lavoro. Quindi niente esodati nel pubblico impiego.
Stop, inoltre, alle consulenze per i dipendenti pubblici che andranno in pensione con lo spending review.
. Difesa: dovrà calare il numero dei militari di almeno il 10%, tagliato il fondo per le missioni di pace, il fondo per gli armamenti e quello per le vittime dell’uranio impoverito.
. Tagli ai Ministeri: Per i Ministeri e gli enti sono stati eliminati eccessi di spesa per 1,5 miliardi nel 2012 e 3 miliardi a partire dal 2013.
. Le auto blu: simbolo per eccellenza del potere, il taglio previsto è del 50% rispetto alla spesa sostenuta per acquisto e manutenzione nel 2011.
. Piccoli ospedali: per ora sono salvi, infatti non spariranno per decreto le strutture sanitarie con meno di 80 posti letto, ma ci sarà un’analisi legata alla necessità del territorio. In ogni caso tra le chiusure, i tagli dei posti letto e delle spese farmaceutiche e per l’acquisto di beni e servizi sono attesi 5 miliardi.
. Scuola e Università: nella versione finale del Decreto sono saltati i tagli di circa 200 milioni di euro alle università e agli enti di ricerca che in un primo momento sembravano confermati; saltano invece i fondi per le scuole paritarie, restano invece i 10 milioni per le università non statali.
Grazie ai provvedimenti presi con la spending review, ha aggiunto Monti, «è possibile evitare l'aumento di due punti percentuali di Iva che sarebbe scattato ad ottobre e si potrà evitare l'aumento dei due punti sia nell' ultimo scorcio del 2012 e per il primo semestre del 2013».

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