martedì 17 aprile 2012

Come uscire dalla crisi?


Leggo gli scritti di numerosi osservatori, di cui molti appassionati e dotti, che si chiedono: “Come uscire dalla crisi?”
E giù proposte: ribellarsi a questo, abolire quell’altro, secedere da quello, riformare quest’altro, trombare la Minetti e via discorrendo. Insomma, tante idee sensate, utili, migliorative, etc. etc. Tutte cose belle che farebbero più bene che male. Temo però che tutti questi osservatori non abbiano tenuto in considerazione alcuni dettagli che, una volta condivisi, rendono palese il fatto che da ‘questa’ crisi non “si esce”.

  1. Questa crisi è artificiale ed è stata indotta, in tutta evidenza, per introdurre dei cambiamenti duraturi nell’amministrazione del pianeta
  2. Questa crisi è appena cominciata ed i suoi promotori stanno facendo di tutto per aumentare le discriminazioni affinché la gente scenda per strada coi forconi, non solo in Italia, ma per ora la gente riesce soltanto a darsi fuoco
  3. Una crisi indotta artificialmente si conclude a maturazione, ossia quando ha mietuto la quantità di vittime previste (ad oggi ben poche, benché ben cotte).
Assodato che siamo soltanto all’inizio della crisi e che l’inizio di qualcosa raramente coincide con la sua fine, tanto vale mettersi il cuore in pace e cercare di fare qualche previsione sensata.
Va detto, per completezza, che oggi sta succedendo più o meno quello che successe prima della Prima Guerra Mondiale e prima della Seconda Guerra Mondiale. La crisi del sistema non è quindi un fatto nuovo, in realtà non è nemmeno un fatto, è semplicemente un momento della vita del sistema. La vita del sistema, come tutte le forme di vita d’altronde, ha un andamento sinusoidale, ondulatorio.
Figura 1
[Vedi la figura 1: il biogramma tende naturalmente a riallinearsi con la quantità di risorse disponibili. L’uomo, con la tecnica, aumenta la quantità di risorse che riesce ad ‘estrarre’ dal pianeta, così allunga i periodi di crescita ed accorcia quelli di depressione ma al contempo amplifica la portata degli shock che intervengono alle sommità (positive o negative) ad invertire la tendenza del diagramma.]
Ci sono gli alti e ci sono i bassi, c’è il boom e poi il crack, prima la bolla e poi lo scivolone. E’ fisiologico, la crescita esponenziale non è infinita. Si cresce per un pò, poi si torna giù e si ricomincia. Se a questo mondo non ci fosse l’uomo accadrebbe comunque, ma in forma molto ridotta. Piccole, minuscole crisi e piccole scivolate, che sò… la morte del capobranco o una stagione particolarmente secca sono shock per molte specie animali e producono, in quanto tali, cambiamenti evolutivi. La presenza dell’uomo accelera lo svolgersi della trama. L’uomo, mosso da intenti su cui per il momento soprassediamo, non ha fatto che produrre shock sempre maggiori nel corso della sua storia. Da un centinaio d’anni a questa parte è divenuto palese cheè ormai possibile creare degli shock globali che coinvolgono l’intero pianeta, con poche eccezioni.
La Grande Crisi del 1929 e successivi (artificiale anch’essa, ovviamente) fu la rincorsa verso la Seconda Guerra Mondiale. Il boom economico trascinato dal secondo dopoguerra a ieri, che ha posticipato la successiva inevitabile ricaduta, fu sostenuto dall’instancabile attività bellica americana in giro per il mondo. Shock di media portata che consentirono al diagramma sinusoidale del sistema di vibrare al di sopra delle sue possibilità, come si suol dire.

Figura 2
[Vedi la figura 2: le guerre sono la ‘soluzione’ per avviare la crescita e sintonizzare gli attori. Prima della Seconda Guerra Mondiale la Germania era in forte crescita mentre il resto dell’Occidente viveva una grave depressione. Oggi sta avvenendo lo stesso con la Cina. Conclusosi il boom del secondo dopoguerra, l’attività bellica regionale degli Stati Uniti ha posticipato ad oltranza la ‘ricaduta’. Il crepuscolo di questa stagione è la situazione di stagnazione prolungata in cui ancora ci troviamo.

Figura 3
Vedi la figura 3: la dissonanza oggi si sta amplificando per ‘merito’ della Cina e dei cosiddetti BRICS (suoi potenziali alleati).

Figura 4
Vedi la figura 4: quando l’Occidente entrerà in una recessione degna di questo nome, il gap tra gli attori (avversari designati) sarà propizio all’inizio di una guerra. Molti pensano che ci sia la ‘crisi’ perché le élites ci stanno tirando giù; in effetti, duole ammetterlo, ci stanno tenendo sù.]

Ad un certo punto – e ci sono ragioni non solo terrene a supporto della sua collocazione temporale – i reggenti decideranno di lasciar crollare il sistema in previsione di un nuovo ciclo: depressione da una parte (USA-Europa), crescita dall’altra (ai tempi fu la Germania, oggi la Cina), massima dissonanza, breakeven point, guerra. Matematico. In Italia possiamo agevolmente osservare come il governo Monti, sicario dei reggenti, stia predisponendo il Paese allo scopo di far ‘pagare lo scotto’ della depressione prossima ventura alle masse e non alle élites.
Quando precipiteremo? La data del 21 dicembre 2012, che sia Original Maya o che sia tutta una fuffa holliwoodiana, non è comunque giunta alla celebrità per caso. Sarà una data in cui accadrà di certo qualcosa di importante. Sarà un momento topico nel percorso sinusoidale della vita del sistema. Forse sarà il momento di massimo down per gli Stati Uniti e di massimo upper la Cina, forse quello in cui comincerà questa Terza Guerra Mondiale di cui tutti ormai parlano apertamente (qui su TNEPD cominciammo a parlarne oltre due anni fa; non per primi, ma quasi).
Oppure – e non è un’ipotesi da scartare a priori – è davvero soltanto una montatura, un abbaglio creato ad arte dai media allo scopo di produrre immense false aspettative nell’immaginario collettivo destinate a crollare la mattina del 22. Se andrà così, sarà una grandissima delusione per tutti coloro che da quella data si attendevano qualcosa. I più perderanno del tutto la speranza in un mondo differente.
Sarebbe tragico e geniale. La nemesi di un false-flag. Il grande botto che tutti aspettano e poi non arriva. Per assurdo, potremmo dire che a livello spirituale e di bioritmi dell’umanità, il 21 dicembre 2012 avrebbe forse maggiore effetto se non accadesse nulla.
In quest’ultima ipotesi – e non solo – la fine dell’anno potrebbe rappresentare l’inizio della vera grande depressione che stiamo caricando dal lontano 1945. Sessantasette anni. Per caricare la Seconda Guerra Mondiale era stato sufficiente un ventennio (ed erano altri tempi).
Ovvio, maggiore è la carica, maggiore è il rinculo.
Quindi, visto che questo deve accadere – e non c’è buona proposta che tenga – i reggenti del mondo, che queste cose le sanno, si preoccupano da secoli di gestire e dirigere i momenti shockanti dell’esistenza di tutti. In poche parole hanno reso artificiale il ritmo del nostro destino. Se non è Matrix, poco ci manca. Perché lo fanno? Perché sanno che gli shock sono le migliori occasioni per concentrare il potere e – unendo l’utile al dilettevole – sono anche estremamente divertenti.
C’ è poco da farsi illusioni, andrà così finché non cambia radicalmente il paradigma. Da che mondo è mondo, dalle bolle si esce con uno shock che provoca una depressione. Da una depressione si esce con una guerra che genera crescita. In generale, dagli shock si esce diversi da come ci si è entrati. Dal punto di vista di chi giudica il proprio benessere dalla quantità di risorse che riesce a consumare, di solito si esce male.

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