venerdì 16 marzo 2012
La versione di Joker (puntata 1)
Aldous Huxley lo aveva predetto.
Fritz Lang lo ha mostrato.
Erich Fromm lo ha teorizzato.
Stanley Kubrick lo ha immaginato.
George Orwell lo sapeva.
Un brutto spettro si aggira fra noi ma solo in pochi riusciamo a vederlo.
Si tratta di una società completamente meccanizzata che ha per scopo la mera produzione e il massimo consumo, con la successiva codificazione di dati ai computer.
In questa fredda e metallica visione della società, l'uomo è "ben nutrito e ben trattato": il guaio è che diventa spettatore passivo della propria esistenza e del proprio futuro.
Il sociologo Zbigniew Brzezinski (...menomale che lo devo solo scrivere e non pronunciare!!!) dice che "< nella società tecnotronica sembra che si vada verso l'aggregazione dell' apporto individuale di milioni di individui non collegati>".
E' la solita e dura legge dell'evoluzione in chiave "meta-tronica": ciò che abbiamo creato ci sta distruggendo pian piano.
Lasciate stare Matrix e la fantascienza: questi sono esempi di immaginazione e di elettronica punk che lascia spazio alla realtà nella misura in cui è funzionale all'apparato della narrazione.
Qui si parla di realtà.
Cruda, disumana e disumanizzata.
Si tratta di noi stessi.
Il problema è che abbiamo poca memoria, da non ricordarci quanto del male che abbiamo ricevuto nasce dalle nostre menti.
Nella ricerca della c.d. "verità scientifica" l'uomo ha acquistato conoscenze utili per il dominio della natura. Egli ha avuto un grandissimo successo ma ha perso il contatto con se stesso, la propria vita e tutto ciò che lo circonda dall'alba dei tempi.
Perduta la fede religiosa e i valori umanistici, il degrado è diventato sempre più "quotidiano", da secolo a secolo, decade dopo decade, giorno dopo giorno.
Concettualmente, l'uomo ha concentrato la sua attenzione sui valori tecnici e materiali, annullando completamente tutto il suo bagaglio emotivo.
La macchina sviluppata e costruita dall'uomo, in secoli di evoluzione, ha trasformato l'uomo stesso in un automa.
Inoltre, questa stessa macchina condiziona le scelte e trasforma tutte le esigenze dell'uomo.
Basti pensare che uno dei più chiari sintomi del nostro attuale sistema consiste nel fatto che la nostra economia si basa sulla produzione bellica (...e su quella della "pasta"...Barilla docet!) e sul principio del c.d. "massimo consumo".
Prendere coscienza di ciò significa essere realisti, non fantasiosi.
La natura umana non è una astrazione, né un sistema malleabile ma ha le sue qualità, le sue legi e le sue alternative.
Il punto è proprio questo: siamo pronti a crearci e a vivere delle alternative plausibili?
La realtà quotidiana che viviamo sembra risponderci negativamente a questa speranza.
La crescente insoddisfazione per il nostro modo di vita attuale, per la "tranquilla e passiva" noia, per la mancanza di una reale privacy, rendono l'uomo schiavo della propria coscienza.
Tutti i nostri bisogni sono provocati dall'esistenza dei beni di consumo .
La presenza dei beni di consumo fa immaginare un tipo di esistenza preferibile ad altre.
Ogni nuovo oggetto di consumo costituisce una tentazione, in quanto si propone come alternativa ad un modo costituito di vita ed è sempre una alternativa preferibile.
Finché sarà questa l'alternativa non possiamo dormire sogni tranquilli.
La speranza è l'ultima a morire, certo,... ma dovrebbe anche essere la prima a nascere nell'animo di ciascuno di noi.
Di questa speranza in molti ne hanno parlato.
Ma il vostro Joker questo lo sapeva...
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