domenica 25 marzo 2012

La Cassa integrazione e le multinazionali


E’ tempo di crisi, lo sappiamo bene, abbiamo visto dal 2009 ad oggi una netta diminuzione dell’impiego, la  chiusura di moltissime piccolemedie imprese, la difficoltà dei giovani a trovare un posto di lavoro anche precario.
Ma cosa abbiamo assaggiato più da vicino quasi tutti? La cassa integrazione guadagni ordinaria. Vediamo di analizzare come le grosse società per azioni utilizzano a loro favore questo strumento messo in discussione dai tecnici di questo Governo.

Sappiamo tutti che la CIGO viene elargita dall’INPS, quindi sono gli stessi contribuenti che si pagano la cassa integrazione, ma che uso ne fanno le grosse multinazionali quotate in borsa, che devono render conto agli azionisti?
Dobbiamo sapere tutti che queste aziende non mettono in campo la CIGO quando il loro fatturato va in segno negativo, ma hanno la possibilità di aprire la “cassa” se denunciano una mancanza di ordini o commesse e non una perdita di denaro (lo dimostra proprio il gruppo per il quale lavoro, che ha conseguito un fatturato netto di 479milioni di euro e le azioni sono aumentate di 0,93 euro cadauna, in crescita del 6%!!), questo significa che i dipendenti devono sobbarcarsi il peso di mantenere gli azionisti, dato che i loro dividendi vengono ripartiti tutti gli anni e le cifre sono da capogiro, quelle cifre che un operaio non guadagnerebbe in tutta la sua vita, entriamo nello specifico.
Chi scrive è un dipendente di una grossissima multinazionale che opera nel settore dell’elettronica, la mia azienda apre la CIGO anche per sole 6 giornate, assurdo non trovate?
Ancora più assurdo è sapere che il Governo mette in discussione gli ammortizzatori sociali invece che mettere in discussione l’utilizzo che ne fanno le aziende, ovvero, come può un azienda in utile tutti gli anni aprire una cassa integrazione per sole 6 giornate e magari utilizzare lo straordinario nei giorni immediatamente seguenti alle giornate di cigo? La chiamano “isteria del mercato”, la legge della domanda e dell’offerta, peccato però che dallo scoppio della grande crisi economica mondiale, gli istituti di credito commerciali non erogano più credito alle piccole aziende e di conseguenza queste non hanno liquidità per poter acquistare prodotti dalle grandi aziende, risultato? Le piccole imprese chiudono, quelle grandi invece, nonostante altissimi fatturati, calano la mannaia sui lavoratori mettendoli in cassa.
Oltre questo assurdo giro vizioso dobbiamo sottolineare la questione risparmio da CIGO per le multinazionali. Intanto il grosso risparmio sui salari dei dipendenti che come detto in regime di cassa vengono elargiti dall’INPS, quindi sono gli stessi lavoratori a pagarsi le giornate non lavorate, la tassazione è relativamente più bassa e i consumi sono praticamente a zero, tranne il caso in cui (ed è quello della mia azienda) alcune aree rimangono operative perché il mercato richiede quel tipo di prodotto. Possiamo anche accettare la faccenda delle richieste di prodotti diversi ma non possiamo accettare di essere il paese con gli stipendi più bassi d’Europa, con la benzina più alta e con manager e politici che guadagnano più di tutti i loro colleghi europei.
Questo sistema siamo noi a farlo andare avanti e le contrattazioni sindacali, specialmente, dovrebbero cominciare ad andare a favore dei lavoratori dipendenti e scagliarsi aspramente contro chi apre una CIGO solamente per arrivare alla fine dell’anno con un segno più nel bilancio.
Chi scrive sottolinea il fatto che questa legge deve essere modificata e che il capitalismo, ormai morto, dovrebbe andare in pensione favorendo il ritorno ad un mondo del lavoro SANO, dove gli operai sono retribuiti per il lavoro che svolgono e per la fatica che fanno, dove i “padroni” non sono delle finanziarie che fanno perder posti di lavoro e mettere famiglie sul lastrico solo per un bilancio positivo e per la suddivisione dei dividendi, ci vuole davvero una riforma del mondo del lavoro e della società, una riforma che restituisca la sovranità al popolo come la Costituzione enuncia nel suo primo articolo, vero Ministro Fornero?
Chi scrive vorrebbe vedere il popolo incazzato (cit. Giacinto Auriti) dopo aver compreso che gli Italiani sono i lavoratori più sottopagati di tutta Europa e che i manager sono i più ricchi; chi scrive vorrebbe vedere il popolo che finalmente comincia a boicottare il caro benzina perché abbiamo i carburante con il prezzo più alto d’Europa; chi scrive vorrebbe vedere finalmente una presa di coscienza totalitaria, ma molto probabilmente chi scrive è un sognatore e chi legge si accontenta dello smart-phone, della tv led 3D, della partita ogni domenica e di avere sempre un piatto pieno di cibo, probabilmente lo spirito di coesione sociale è morto e sepolto sotto centinaia di migliaia di oggetti inutili che non hanno fatto altro che aumentare il nostro egoismo e la nostra passività agli eventi, anche quando questi minano la nostra stabilità economica e sociale ma probabilmente la propaganda del ”sacrificio” ha funzionato.


Tratto | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/03/24/la-cassa-integrazione-e-le-multinazionali/#ixzz1q4gda4sA
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario! 

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