sabato 22 ottobre 2011

Stop alla strage di stato in sardegna

Lo scorso 15 luglio abbiamo avanzato precise richieste al rappresentante del Governo mirate a stroncare l'epidemia di tumori e alterazioni genetiche che imperversa nei teatri di guerra e nei poligoni che opprimono la Sardegna. Le abbiamo ribadite il 15 settembre e il 15 ottobre. Fino a quando non avremo atti concreti che formalizzano strumenti adeguati e percorsi credibili saremo in piazza il 15 di ogni mese.

Il Ministero della Difesa e il Governo, supportati dalla stragrande maggioranza trasversale del ceto politico, persistono scandalosamente nella volonta' d'ignorare i troppi uccisi dalla "sindrome del Golfo-Balcani" che imperversa nei teatri di conflitto e tra la popolazione civile e militare esposta alle "polveri di guerra" prodotte dai poligoni che martirizzano la Sardegna. 


La strage e il disastro ambientale causati dal Poligono Interforze Salto di Quirra sono emersi con la drammatica forza dell'evidenza, non sono piu' occultabili.

Persiste l'osceno muro di silenzio sugli omicidi di militari e civili perpetrati nei poligoni di Capo Teulada e Decimomannu-Capo Frasca.

E' anacronistico, depistante e narcotizzante il ritornello stantio che invoca nuove indagini epidemiologiche, accertamenti ambientali infiniti, dimostrazioni scientifiche del nesso diretto causa/effetto tra patologie e inquinamento bellico. I lavori di due Commissioni Parlamentari d'Inchiesta, durati tre anni (2005/0Cool, hanno equiparato i poligoni della Sardegna ai teatri di guerra, la popolazione che vive nei pressi dei poligoni ai militari inviati nei teatri di guerra; hanno riaffermato l'obbligo del principio di precauzione sancito dalle norme italiane, europee e internazionali; hanno rilevato che il nesso causa/effetto allo stato attuale della scienza non puo' essere escluso e non puo' essere dimostrato, quindi, fino a prova contraria, la responsabilita' dei morti e dei malati, "dati inoppugnabili", ricade sull'Amministrazione della Difesa... almeno la responsabilita' economica, il riconoscimento della responsabilita' penale e' ancora tutto da conquistare.

Non e' piu' tollerabile la commedia confezionata per sedarci e per eludere le responsabilita', in scena da oltre un decennio, che ha ripreso a blaterare di nesso diretto causa/effetto, si affanna tra negare l'evidenza e scovare grottesche cause e concause che offendono la comune intelligenza e soprattutto le famiglie degli uccisi e la loro memoria (vaccini, alcool, fumo, finanche l'incestuosita' "congenita" dei sardi).

E' indilazionabile l'adozione da parte del Ministero della Difesa e del Governo delle misure atte a spezzare la catena di morte e sofferenze. Nel Pisq sappiamo di 28 militari e circa 50 civili colpiti dalla "sindrome di Quirra"; a Capo Frasca contiamo 6 militari colpiti, a Teulada 11 militari e 41 civili. I numeri sono decisamente in difetto, sottostimati, non esaustivi, sono solo quelli che conosciamo.

Esigiamo:

- sospensione immediata delle attivita' dei tre grandi poli militari della Sardegna dove si sono registrate le patologie di guerra;

- evacuazione urgente dei militari in servizio nel Poligono Interforze Salto di Quirra, ormai tristemente noto come il poligono della morte;

- allontanamento dei militari esposti alla contaminazione bellica dei poligoni di Capo Teulada, Decimomanno-Capo Frasca;

- ripristino ambientale e messa in sicurezza delle aree contaminate a terra e a mare;

- risarcimento ai malati e alle famiglie degli uccisi del danno (irrisarcibile!) della perdita della salute e della vita;

- risarcimento al popolo sardo del danno inferto al territorio.

Associazione famiglie di militari uccisi,
Comitato sardo Gettiamo le Basi.

Fonte La nonviolenza in cammino
del Centro di Ricercaca per la Pace di Viterbo
www.peacelink.it

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