Il Ministero della Difesa e il Governo, supportati dalla stragrande maggioranza trasversale del ceto politico, persistono scandalosamente nella volonta' d'ignorare i troppi uccisi dalla "sindrome del Golfo-Balcani" che imperversa nei teatri di conflitto e tra la popolazione civile e militare esposta alle "polveri di guerra" prodotte dai poligoni che martirizzano la Sardegna.
La strage e il disastro ambientale causati dal Poligono Interforze Salto di Quirra sono emersi con la drammatica forza dell'evidenza, non sono piu' occultabili.
Persiste l'osceno muro di silenzio sugli omicidi di militari e civili perpetrati nei poligoni di Capo Teulada e Decimomannu-Capo Frasca.
E' anacronistico, depistante e narcotizzante il ritornello stantio che invoca nuove indagini epidemiologiche, accertamenti ambientali infiniti, dimostrazioni scientifiche del nesso diretto causa/effetto tra patologie e inquinamento bellico. I lavori di due Commissioni Parlamentari d'Inchiesta, durati tre anni (2005/0
Non e' piu' tollerabile la commedia confezionata per sedarci e per eludere le responsabilita', in scena da oltre un decennio, che ha ripreso a blaterare di nesso diretto causa/effetto, si affanna tra negare l'evidenza e scovare grottesche cause e concause che offendono la comune intelligenza e soprattutto le famiglie degli uccisi e la loro memoria (vaccini, alcool, fumo, finanche l'incestuosita' "congenita" dei sardi).
E' indilazionabile l'adozione da parte del Ministero della Difesa e del Governo delle misure atte a spezzare la catena di morte e sofferenze. Nel Pisq sappiamo di 28 militari e circa 50 civili colpiti dalla "sindrome di Quirra"; a Capo Frasca contiamo 6 militari colpiti, a Teulada 11 militari e 41 civili. I numeri sono decisamente in difetto, sottostimati, non esaustivi, sono solo quelli che conosciamo.
Esigiamo:
- sospensione immediata delle attivita' dei tre grandi poli militari della Sardegna dove si sono registrate le patologie di guerra;
- evacuazione urgente dei militari in servizio nel Poligono Interforze Salto di Quirra, ormai tristemente noto come il poligono della morte;
- allontanamento dei militari esposti alla contaminazione bellica dei poligoni di Capo Teulada, Decimomanno-Capo Frasca;
- ripristino ambientale e messa in sicurezza delle aree contaminate a terra e a mare;
- risarcimento ai malati e alle famiglie degli uccisi del danno (irrisarcibile!) della perdita della salute e della vita;
- risarcimento al popolo sardo del danno inferto al territorio.
Associazione famiglie di militari uccisi,
Comitato sardo Gettiamo le Basi.
Fonte La nonviolenza in cammino
del Centro di Ricercaca per la Pace di Viterbo
www.peacelink.it

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